

Altre due partite così e sarei morto. Siamo fuori anche se hai rigori, ma brucia meno delle altre volte, per mille motivi: siamo i campioni del mondo e i giocatori hanno dato il massimo pagando uno stato di forma non ideale e scelte tattiche nonchè convocazioni fin troppo discutibili.
Donadoni lascia perchè è giusto che lasci, ma sulla panchina ritorna Lippi e c’è solo un motivo per essere allegri e ce lo insegnò duecento anni fa Napoleone: lui trai suoi generali non prediligeva quelli bravi ma quelli fortunati! Quindi se con la partenza di Donadoni l’Italia non perde nulla con il cambio ct perlomeno ritorna il fattore C.
Ma torniamo ai problemi tecnici e tattici di questa nazionale in costante declino da 8 anni (non lasciamoci ingannare dal mondiale vinto) siamo proprio sicuri che un allenatore vincente a livello di club possa ripetersi e fare bene in nazionale, forse ma non dobbiamo adagiarci sugli allori di Berlino. L’ultimo CT che ha dato un’identità a questa squadra è stato Azeglio Vicini con una squadra che si basava su giocatori con alto tasso tecnico ed un intenso gioco offensivo:
ITALIA ‘90 giannini-de agostini-donadoni-vialli-schillaci-baggio

nell’attuale nazionale c’è Pirlo al posto di Giannini De Rossi accanto a lui e per il resto e notte fonda.
Dal Programma Politico per le Amministrative 2008
Laura Castelletti Sindaco
Ai giovani è affidato il futuro della città: vogliamo che questo futuro sia brillante e in grado di sviluppare le loro capacità e i loro interessi. C’è il collaudato servizio di Informagiovani. Vanno potenziati i diversi Centri di formazione professionale, e confermato il Piano locale giovani, in parte finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, che ha come obiettivi il potenziamento delle attività di orientamento scolastico e professionale, e la valorizzazione dell’espressività e del volontariato giovanile. Convinta dell’apporto degli oratori, fondamentale nell’educazione e nelle diverse forme di aggregazione giovanile, continueremo a sostenere la loro preziosa attività.
Sono oltre 400 giovani che frequentano i Centri di aggregazione giovanile comunali: è importante proseguire nell’opera di accreditamento degli altri centri sul territorio. Come è altrettanto importante oltre agli spazi nuovi messi a disposizione, (Cascina Maggia, Parco dell’acqua, intitolato al compianto sindaco Gianni Panella, che sta prendendo forma nell’area dell’ex Ittiogenico a Largo Torrelunga, la biblio-ludoteca di contrada del Carmine) farli riappropriare degli spazi pubblici, delle piazze, come momento di vita attiva sociale e politica.
Aiuteremo i giovani nella loro creatività imprenditoriale attraverso adeguati servizi che li facciano decollare nel mondo del mercato. Così come crediamo importante sostenere la loro autonomia: ci impegneremo a offrire opportunità concrete alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, per sostenerli anche economicamente nel loro cammino di vita e soprattutto nella loro ricerca di autonomia. Per questa ragione immagino un contributo mensile di 200 euro per l’affitto della casa ai ragazzi con una età sotto i 30 anni, che lavorino e percepiscano un reddito inferiore a 23.000 euro lordi annui.
Brescia è una città senza una grande formazione universitaria, il 5,7 % dei bresciani conseguono una laurea, rispetto a una media regionale che si attesta sul 7,8%. Credo sia necessario favorire lo sviluppo degli atenei perché anche nella nostra città si possa avere un collegio d’eccellenza. Uno sviluppo che deve contare sul sostegno e l’impegno di tutte le istituzioni per acquisire quel prestigio internazionale che le nostre università non hanno ancora raggiunto a differenza di molte realtà europee.
Questo significa che Brescia deve trasformarsi innanzitutto in una città accogliente per gli studenti, vogliamo favorire la residenzialità dei giovani anche nel centro storico, operando un controllo del costo degli affitti, allestendo nuove sale studio attrezzate, con un orario prolungato fino a tarda sera e un’apertura anche nei fine settimana.

Il prossimo 13 e 14 aprile si rinnova l’amministrazione comunale della nostra città e cogliendo l’invito della Presidente del Consiglio Comunale ho deciso di candidarmi e di appoggiare Laura Castelletti Sindaco.
Per la nostra città che sta crescendo solida, ricca e moderna i problemi da risolvere sono ancora parecchi e complessi; le sfide da affrontare dure, impegnative, ma allo stesso tempo l’amore per la nostra città, la passione per l’impegno civile sapranno produrre e alimentare le energie necessarie a cogliere importanti traguardi. La prossima primavera sarà dunque l’occasione straordinaria per un ricambio dei protagonisti delle scelte cittadine; per aprire la strada ai molti talenti su cui Brescia può contare e che spesso dimentica di avere perché amministrare con il consenso dei cittadini può solo aiutare a risolvere con responsabilità i piccoli e i grandi problemi della città.
La partecipazione di noi bresciani alle decisioni fondamentali che ci riguardano è l’irrinunciabile premessa di ciascuna scelta; deve essere la regola, non l’eccezione, il segno distintivo di una nuova stagione politica dove il mondo dei giovani universitari e non che studiano e lavorano nella nostra città possono far sentire la propria voce sulle questioni e le necessità che più li coinvolgono:
Come prosecuzione del mio impegno già attivo presso il Consiglio di facoltà di Ingegneria ed il sostegno costante al lavoro del Consiglio Rappresentativo degli Studenti di Ateneo intendo costruire all’interno dell’amministrazione bresciana di domani un filo diretto con i giovani di questa città: mi rivolgo dunque a tutti i giovani cittadini che si riconoscono in questo sentire perchè è insieme a voi che desidero lavorare per Brescia e condividere la passione per la nostra città sicuro di poter contare sul vostro aiuto. E di questo già vi ringrazio.
Il fatto
La vicenda Oil for Food rimane un’ombra incombente sulla Presidenza della Regione.L’iscrizione al registro degli indagati del segretario personale di Formigoni, Fabrizio Rota, aggrava la posizione dei protagonisti della vicenda.
Proviamo a ricostruire con ordine questa complicata storia.
Il programma Oil-for-food viene inaugurato dall’Onu nel 1996 e, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto permettere all’Iraq, paese fiaccato da anni di sanzioni, di vendere petrolio in cambio di forniture umanitarie, cibo e medicinali.
Il guaio è che questi trattative spesso non si sono attuate alla luce del sole e sono state occasione di favoritismi nei confronti di politici e società internazionali ritenute “amiche” del regime. Il programma Oil for Food si è trasformato in un “affare” modiale per imprenditori di tutto il mondo che, grazie a trattamenti di privilegio, hanno potuto aggiudicarsi queste forniture a prezzo di sconto.
Nel 2004 l’Onu ha istituito un’apposita commissione d’inchiesta, presieduta dall’ex capo della Federal Reserve, Paul Volcker, per fare chiarezza su queste trattative.
Dai giornali si apprende che le aziende coinvolte a livello mondiale sono oltre 2.200 e di queste circa 122 sono italiane. In sostanza si afferma che al Presidente della Lombardia, o meglio, alle società da lui indicate, sarebbero stati assegnati 24,5 milioni di barili di greggio a prezzi decisamente “competitivi”.
Secondo Claudio Gatti (Sole 24 ore) e Mark Turner del Financial Times, lo sconto concesso dalla Somo (la compagnia di Stato irachena per il petrolio) oscillava dai 2 ai 10 centesimi di dollaro a barile.Si calcola che l’affare avrebbe permesso alle società “segnalate” da Formigoni di fare guadagni per milioni di dollari.
Ma quali sono stati i criteri di scelta per le società indicate al regime? Quale credenziale migliore dell’amicizia? Manco a dirlo le persone favorite da queste trattative sono molto vicine al Presidente della Regione Lombardia. Il Presidente Formigoni avrebbe indicato tramite lettera (consultabile a pagina 6 del Rapporto Onu) al numero due iracheno, Tareq Aziz, le società a cui assegnare la fornitura di greggio: una di queste, la Cogep, fa capo ai Catanese. Questa famiglia di imprenditori non è nuova alle cronache giudiziarie: negli anni ottanta furono coinvolti in pieno nello scandalo dei petroli (o scandalo dei 2000 miliardi) che si configurava nella mega-evasione ai danni del fisco dell’accisa (tassa statale prevista per la produzione e il trattamento dei prodotti petroliferi) e l’immissione di ingenti quantitativi di carburante in una fitta rete di contrabbando. Vittorio e Antonio Catanese, membri autorevoli della stessa famiglia, figurano tra i “padri fondatori” della Compagnia delle Opere della quale fa parte lo stesso Formigoni. Nonostante il passato poco limpido di questa famiglia, Marco Mazzarino De Petro, amico di Formigoni e personaggio chiave nell’organizzazione di queste trattative (e indagato per corruzione internazionale), accompagnò personalmente i dirigenti della società italiana in Iraq per la firma del contratto con il Regime di Saddam.
Le indagini hanno dimostrato che la Cogep (che dall’affare Oil for Food ebbe un bel guadagno), oltre che pagare somme a funzionari iracheni (denaro che la società motiva come una tassa obbligatoria richiesta dal Regime), ha versato ingenti quantità di denaro nei conti correnti di una società off-shore di nome Candonly. Quest’ultima mostra una conformazione piuttosto complessa, ha tre sedi in diversi paesi europei e a capo di essa vi è un prestanome inglese. La domanda, come diceva un noto conduttore italiano, sorge spontanea: chi si nasconde in realtà dietro la Candonly? C’è chi fa il nome dell’amico fraterno di Formigoni, Mazzarino De Petro, ma il condizionale è d’obbligo in questi casi. Arriviamo, così, all’ultimo colpo di scena nella vicenda: da una perquisizione negli uffici dell’industriale Saverio Catanese i magistrati hanno scoperto un fax che Fabrizio Rota ha inviato a Marco Mazzarino De Petro. Con questa prova il cerchio si chiude, i personaggi sono al loro posto, i ruoli sono chiari. Leggiamo da Repubblica: “Dal documento sequestrato Rota disegna uno schema di partecipazione di Candonly in Cogep.” Con questa prova la procura ha la conferma che le due società sono legate e “che i soldi passati da una all’altra erano la distribuzione degli utili”. Nonostante le evidenze e i capi d’accusa pendenti sui suoi più stretti collaboratori il Presidente della Regione Lombardia in tutti questi anni si è limitato a dichiarare di essere andato in Iraq soltanto per “liberare 300 ostaggi italiani la’ detenuti e della cui sorte nessuno si interessava”. Non da meno sarebbe la polemica riguardo la (non) competenza istituzionale del Presidente della Regione Lombardia negli affari internazionali. Come espresso dall’onorevole Pierluigi Mantini, mediante interpellanza parlamentare in data 17/2/2005, “Il cosiddetto programma Oil for Food” deliberato dall’Onu, è un atto internazionale, la cui esecuzione compete agli stati, non alle regioni – e inoltre – la società beneficiaria dell’attività di promozione di affari di Formigoni è la Cogep, che ha sedi operative a Genova e Alessandria, che non può essere considerata società lombarda”. Formigoni, in sintesi, ha fatto siglare i contratti da un suo stretto collaboratore e coinvolgendo società “amiche” (qui è riuscito anche a compiere una violazione nella violazione: leggi del libero mercato e della concorrenza imporrebbero dei bandi e informazioni pubbliche) al capo delle quali siedono indagati e procurando a tutti i personaggi coinvolti guadagni stratosferici, senza il benché minimo potere istituzionale. E’ difficile fare di peggio. Ma forse tutto questo non era sufficiente nemmeno per comparire su un telegiornale. Per ogni evenienza “Obelix”(uno yacht di 15 metri e 400 cavalli e una portata di 15 persone acquistato dalle famiglie Formigoni, Rota e De Petro) è li, ancorato al porto di Lavagna e difficilmente, date le premesse, resterà a corto di carburante…
Va benissimo, perché finalmente sta imparando a credere nei suoi mezzi.
Graziano Cesari su Dondarini designato per Reggina-Juventus, sabato mattina 23 febbraio – Deejay Football Club
E’ una designazione folle.
Graziano Cesari su Dondarini designato per Reggina-Juventus, domenica sera 24 febbraio – Controcampo Ultimo Minuto
Pato è la brutta copia di Morfeo. Franco Rossi a Controcampo nel 2007
Anche se dovesse andare in serie C, io rimarrò alla Juve. Fabio Cannavaro maggio 2006
Noi abbiamo impiegato 80 anni a battere l’Italia. E adesso tocca a voi aspettare 80 anni per batterci. L’ultima volta è stato nel ‘78 in Argentina e allora dovete avere pazienza fino al 2030 o 2040. Michel Platini da La Gazzetta dello Sport, 8 luglio 2006, vigilia della finale dei Mondiali di Calcio 2006 tra Francia e Italia
Non andrei mai ad allenare la Juventus. Fabio Capello
Non tornerò mai al Real, non mi piacciono le minestre riscaldate. Fabio Capello
“Dai retta a me, i feriti portali a piedi. Guidare l’auto non e’ il tuo mestiere!”. Un ufficiale al pilota Tazio Nuvolari che durante la Prima Guerra Mondiale guidava le autoambulanze
“Niente illusioni: questa volta non vinceremo i mondiali”.Federico Sordillo, Presidente FIGC, 9 giugno 1982
Da Corriere della Sera:
Par condicio in Rai: accordo Pd e Pdl,
non ci sarà parità di accesso ai programmi
Fino al 10 marzo nei Tg, Gr e altri format ci sarà prevalenza dei rappresentanti di Veltroni e Berlusconi
Fiuto l’aria pre-elettorale e come tanti sento odor di grande coalizione: è il Veltrusconi che bussa alla porta e si prepara a celebrare il funerale dei nanopartiti (per nanopartiti non si intende il PdL come la satura del leader consiglierebbe ma piuttosto tutti quelli sotto il 5%).
Ma andiamo a vedere punto per punto la bozza di programma del PD e vediamo se per caso incontriamo qualche analogia con quello di centrodestra:
1. Modernizzare l’Italia
aumento delle tratte ferroviare con TAV
rigassificatori
grandi infrastrutture
2. Crescita del Mezzogiorno
entro il 2013 portare la rete di infrastrutture al livello europeo
3. Controllo della spesa pubblica
tagli della spesa e abolizione di alcune grandi province
semplificazione del sistema amministrativo
4. Pagare meno – pagare tutti
tagli IRPEF ai lavoratori dipendenti
5. Investire sul lavoro delle donne
6. Aumento delle case in affitto
grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico
7. Incremento demografico
introduzione della Dote fiscale per i figli a sostituzione dell’assegno famigliare
raddoppiare in 5 anni i posti asilo nido
8. Campus universitari
100 campus universitari nuovi entro il 2010
9. Lotta alla precarietà e sicurezza sul lavoro
creare un’Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro
introduzione di un compenso minimo legale
10. Garantire la sicurezza dei cittadini
11. Giustizia e legalità
fuori in condannati dal Parlamento
riforma del processo penale
12. Banda larga in tutta Italia e TV di qualità
ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale
istituire un amministratore unico per la RAI
Sono decisamente gravosi gli impegni assunti dal Partito Democratico e ad un’analisi immediata risulta chiaro che il problema sarà come conciliare il terzo punto con tutti gli altri, che è stato il problema anche del centro destra fino a due anni fà.
Le analogie programmatiche tra i due schieramenti compaiono in almeno 8 punti:
1. ricorda molto il piano delle Grandi Opere
2. come sopra
3. sui tagli anche Tremonti era diventato matto
4. vecchio slogan ma prima era meno tasse per quelli che guadagnano dai 80.000 euro in su e per gli altri vedremo poi
5. NOVITA’ – almeno sulle candidature il PD si è mosso per aumentare il numero di donne
6. più case per tutti
7. cambiano i nomi ma la sostanza è la stessa, anche se gli asili nido sono un pallino storico del centro sinistra
8. NOVITA’
9. qui non c’è accordo sulla forma e forse nemmeno sugli obiettivi
10. come Pdl
11. su questo punto i due schieramenti sono agli antipodi
12. anche qui ci sarà da ridere
Osservate le due foto: notate qualche differenza?


Giusto per informazione la prima fotografia è originale ed è apparsa su quotidiano.net mentre la seconda è stata pubblicata da il Giornale. Se anche a voi come a me piace ogni tanto giocare a fare l’ingenuo, allora mi domando come sia potuto accadere che una scritta rossa su sfondo nero sia scomparsa tra un fotogramma e l’altro?
Forse è solo un effetto grafico per far risaltare il pericolo delle tifoserie ultras e dunque c’è stata la volontà di insistere col colore nero, oppure?
Il Giornale è di proprietà di Società Europea di edizioni S.p.A ed appartiene per il 60,73 % a Paolo Berlusconi vicepresidente di AC Milan e per il resto è controllato dal gruppo Mondadori di Marina Berlusconi figlia del presidente di AC Milan
Il taroccamento è comunque molto maldestro visto che i colori delle sciarpe sono comunque ben riconoscibili: se volevano un lavoro fatto bene magari avrebbero apprezzato un fotomontaggio così.


LONDRA - Cosa fareste se per festeggiare i vostri 16 anni arrivasse a scuola una spogliarellista, mandata da vostra madre? Non si tratta di uno scherzo, anche se lo potrebbe sembrare. Questo è proprio quello che è capitato a un sedicenne di Nottingham, in Inghilterra, che nel bel mezzo della lezione di recitazione alla Arnold Hill School si è ritrovato davanti una stripper professionista vestita da poliziotto in gonnella che, fatta partire una canzone di Britney Spears dallo stereo che si era portata dietro, ha cominciato a spogliarsi, rimanendo in reggiseno e mutandine. Non solo. Per calarsi meglio nella parte della sexy poliziotta chiamata a punire il «naughtly schoolboy» (scolaro cattivo) per non aver fatto i compiti, la ragazza ha pure sculacciato l’attonito studente con il suo frustino, dopo avergli fatto mettere un collare e averlo portato in giro per l’aula. A quel punto, l’insegnante (vera) ha riacquistato l’uso della parola e ha messo fine all’imbarazzante spettacolo.
ERRORE - A quanto si è appurato, ci sarebbe stato un errore all’atto della prenotazione: la mamma del festeggiato aveva, infatti, affittato un uomo vestito da gorilla ma, chissà come, alla scuola si è presentata la spogliarellista. Fra l’altro, la madre (di cui non sono state fornite le generalità) aveva anche avvisato la professoressa di recitazione che ci sarebbe stata una sorpresa durante la sua lezione, senza però specificare di cosa si sarebbe trattato, e le aveva pure chiesto di riprendere la scena con una videocamera, così tutta la famiglia avrebbe poi potuto vedere la reazione sorpresa del figlio alla vista del gorilla. Le autorità scolastiche hanno aperto immediatamente un’inchiesta per capirci qualcosa sul bizzarro episodio, ma per ora non sono stati presi provvedimenti nei confronti di alcuno studente.
INCIDENTE - «C’è stato un incidente – ha spiegato un portavoce della scuola al Daily Mail – e ne siamo a conoscenza, ma stiamo indagando». Bocche cucite sul nome del sedicenne coinvolto nello spogliarello fuori programma anche da parte dei compagni di classe, ma una ragazzina che ha assistito allo show ha spifferato tutto al giornale: «È successo poco prima di pranzo», ha raccontato l’anonima gola profonda, «nel bel mezzo della lezione di recitazione. All’improvviso, l’insegnante ci ha detto: “Attenzione, sta per succedere qualcosa” e subito dopo una donna vestita da poliziotto e con una gonna cortissima è entrata in classe. Ha chiesto al ragazzo di alzarsi, cosa che lui ha fatto, e gli ha detto che era un bambino molto cattivo perché non aveva fatti i compiti. Quindi, ha messo su una canzone di Britney Spears e ha tirato fuori un collare dalla borsa, dicendo al mio compagno di indossarlo. È stato incredibile e nessuno di noi riusciva a credere a quello che stavamo vedendo».
A QUATTRO ZAMPE – Ma il bello (si fa per dire) doveva ancora arrivare. «La donna gli ha ordinato di mettersi a quattro zampe», ha proseguito la studentessa, «e lo ha portato in giro per la classe, colpendolo 16 volte sul sedere, una per ogni anno, con il suo frustino. Poi lei ha iniziato a spogliarsi, fino a che è rimasta in reggiseno e slip, ha preso della crema e se l’è messa sulle natiche, intimando al ragazzo di spalmargliela». È stato allora che l’insegnate («era sconvolta quanto noi», ha riferito la testimone) ha fermato la spogliarellista con un perentorio: «Basta così». Il traumatizzato sedicenne è corso fuori dall’aula, mentre la stripper si è rivestita, ha messo via le sue cose con calma e se ne è andata. «Eravamo tutti sotto choc. Apparentemente, è stata la madre del mio compagno a organizzare ogni cosa, ma quello che lei voleva era solo imbarazzarlo un po’ con qualcosa di divertente tipo un uomo travestito da gorilla. Non si aspettava di certo una cosa del genere».
da Corriere.it di Giovedì 8 Novembre