Wind of change

Altre due partite così e sarei morto. Siamo fuori anche se hai rigori, ma brucia meno delle altre volte, per mille motivi: siamo i campioni del mondo e i giocatori hanno dato il massimo pagando uno stato di forma non ideale e scelte tattiche nonchè convocazioni fin troppo discutibili.

Donadoni lascia perchè è giusto che lasci, ma sulla panchina ritorna Lippi e c’è solo un motivo per essere allegri e ce lo insegnò duecento anni fa Napoleone: lui trai suoi generali non prediligeva quelli bravi ma quelli fortunati! Quindi se con la partenza di Donadoni l’Italia non perde nulla con il cambio ct perlomeno ritorna il fattore C.

Ma torniamo ai problemi tecnici e tattici di questa nazionale in costante declino da 8 anni (non lasciamoci ingannare dal mondiale vinto) siamo proprio sicuri che un allenatore vincente a livello di club possa ripetersi e fare bene in nazionale, forse ma non dobbiamo adagiarci sugli allori di Berlino. L’ultimo CT che ha dato un’identità a questa squadra è stato Azeglio Vicini con una squadra che si basava su giocatori con alto tasso tecnico ed un intenso gioco offensivo:

ITALIA ‘90 giannini-de agostini-donadoni-vialli-schillaci-baggio

nell’attuale nazionale c’è Pirlo al posto di Giannini De Rossi accanto a lui e per il resto e notte fonda.

  1. LA DIFESA: in totale emergenza soffre troppo non protetta dal centrocampo, Chiellini ha fatto una grandissima partita e si candida titolare accanto a Cannavaro per il Sudafrica, ma è opportuno trovare alternative soprattutto per i terzini, dopo la grande annata a Siena De Ceglie o anche Andrea Raggi potranno offrire più garanzie di un Zambrotta ormai imbarazzante in mezzo come alternativa Criscito e Andreolli sono i giovani sotto osservazione;
  2. IL CENTROCAMPO: considerando insostituibili Pirlo e De Rossi, Luca Cigarini, Daniele Dessena e il duttilissimo Simone Padoin non faranno certo rimpiangere Ambrosini e Gattuso mentre nel ruolo di fantasista Alessandro Rosina più che Giovinco potrà tenere palla e imbeccare gli attaccanti certo meglio di Simone Perrotta e Aquilani, mentre per il ruolo di vice-Pirlo Riccardo Montolivo sembra il migliore nel ruolo di regista dopo il milanista;
  3. L’ATTACCO: qui si potrebbe fare tabula rasa, dopo il suicidio per non aver convocato Filippo Inzaghi uno che ha sempre fatto gol utili in nazionale si è preferito portare Del Piero uno che sta alla nazionale come la Belluci sta al cinema. Le novità più interessanti e promettenti vengono proprio da questo reparto con Giuseppe Rossi e Mario Balotelli (decisivo per lo scudetto dell’Inter) che però vanno fatti giocare non come Marco Boriello che dopo aver fatto 19 gol (alcuni da antologia) col Genoa ha dovuto guardarsi gli errori dello scarso Toni un altro sopravvalutato capace solo di segnare all’Ucraina, Arminia Bielefeld, Hansa Rostock ed Energie Cottbus che non sono certo Francia, Spagna e Germania.

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